Articolo scritto da Elisabetta Maurutto

E-commerce multilingue: i tranelli da evitare

Per molti versi, fare fortuna con l’e-commerce non è mai stato così facile. A renderlo possibile sono strumenti come WordPress, Woocommerce o Shopify, grazie ai quali è possibile allestire un negozio virtuale in una sola giornata. Grazie a internet è possibile oggi raggiungere clienti dall’altra parte del mondo, con interfacce che con un semplice clic sono in grado di convertire il negozio online in uno store multilingue.

Purtroppo, tradurre un sito di e-commerce non è semplice queste applicazioni sembrano suggerire e la creazione di un sito multilingue richiede un lavoro molto più complesso di quanto si immagini.

Il risultato è un terreno fertile per gli errori, spesso insidiosi.

Vediamo quali sono i più frequenti.

Ecco alcuni errori di traduzione in grado di boicottare un sito di e-commerce.

Se in questo momento avete un sito di e-commerce e vi accorgete di commettere uno di questi errori… beh, allora sappiate che con ogni probabilità state perdendo dei clienti. Non uno… tanti! Se invece ancora non avete un sito multilingue ma ci state pensando, evitare questi tranelli può farvi risparmiare parecchio tempo, stress e denaro.

  • State alla larga dalla traduzione automatica. Non usate (mai, ma proprio mai!) i sistemi di traduzione automatica (Google Translate per nominarne uno… ma ce ne sono tanti) per trasformare il vostro negozio online in una piattaforma multilingue. Non importa se gli sviluppatori di Shopify o chi per loro vi raccontano che funzionano benissimo: un software non potrà mai garantirvi l’accuratezza di cui avete bisogno. Quello che vi serve è un team di traduttori (rigorosamente madrelingua) con esperienza nella traduzione per l’e-commerce che sappiano creare contenuti efficaci, in grado di influenzare le decisioni d’acquisto in tutte le lingue.
  • Attenzione alle keyword! Ci cascano in molti: il sito in italiano viene sviluppato in ottica SEO e si individuano una serie di keyword. A quel punto basterà tradurle in inglese, o francese, o in tedesco… no? NO! Il fatto è che le traduzioni (per quanto corrette) potrebbero non corrispondere alle parole digitate dagli utenti degli altri paesi nei motori di ricerca, che potrebbero avere abitudini, richieste e aspettative diverse! Fondamentale, quindi, è partire da un’attenta ricerca delle keyword SEO per ciascuna lingua (e paese) cui intendete rivolgervi.
  • Non dimenticate di localizzare i contenuti. Vale la stessa considerazione fatta per le keyword: non si può pensare che un contenuto pensato e sviluppato con in mente un’audience italiana sia ugualmente efficace e accattivante per chi vive dall’altra parte del mondo, o anche solo oltre confine. Culture diverse, interessi diversi richiedono contenuti sviluppati ad hoc, il che significa che la una strategia di e-commerce dev’essere ripensata e declinata in base alle specificità di ogni mercato.
  • Non tralasciate la SEO. La SEO è una faccenda complicata, che va ben oltre le keyword. Per ottimizzare un sito multilingue è necessario di avvalersi di esperti di SEO in grado di interfacciarsi con i traduttori o copywriter che si occuperanno di sviluppare e tradurre i contenuti del sito.
  • La traduzione non basta, servono strategie di marketing mirate! Se avete evitato i precedenti trabocchetti e avete creato un sito multilingue bellissimo e curato… non è ancora detto che gli utenti lo vedano. Servono strategie di marketing localizzate per ciascun mercato target così da ottimizzare il traffico, i lead e le vendite.

È evidente che tradurre un sito di e-commerce è un processo che va ben oltre la semplice trasposizione linguistica. Come in ogni aspetto del business digitale, la qualità dei contenuti è fondamentale e questo significa che la traduzione in sé dovrà procedere di pari passo con lo sviluppo e l’ottimizzazione del sito stesso, oltre che con la definizione delle strategie di marketing a esso correlate.

Chi ben comincia…

È importante partire con il piede giusto. Iniziare a sviluppare un sito di e-commerce senza sapere cosa serve per vendere online all’estero può tradursi in un danno economico e persino d’immagine. Talvolta capita che alcuni siti siano sviluppati in modo tale da rendere l’ottimizzazione e l’aggiunta di altre lingue più complicata e dispendiosa. Altre volte lo stesso layout del sito può non tener conto delle specificità di alcune lingue (scrittura da destra a sinistra o dall’alto verso il basso). Insomma, la cosa migliore è avere le idee chiare sin dall’inizio e soprattutto affidarsi a chi ha l’esperienza e le conoscenze per rendere più semplice e più efficace il processo.

Vuoi sviluppare un sito di e-commerce multilingue e vorresti ricevere la consulenza dei nostri linguisti ed esperti SEO? Contattaci via mail all’indirizzo info@link-lab.it o chiamaci allo 040-630212, saremo lieti di aiutarti!

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L'autore
Elisabetta Maurutto
Laureata in Interpretazione (inglese e russo) presso la SSLMIT di Trieste e fondatrice di Linklab, laboratorio di comunicazione multilingue e interculturale. Ha tradotto numerose opere di divulgazione scientifica per una nota casa editrice e lavora come consulente nel campo della Comunicazione Interculturale per conto del MIB School of Business e presso aziende internazionali. Etiquette Consultant certificata, è membro della IAPO – International Association of Professional Etiquette Consultants, nonché Istruttrice certificata Tracom per il metodo Social Styles & Versatility

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