Articolo scritto da Elisabetta Maurutto

Il commercio ai tempi del coronavirus: e-commerce e localizzazione multilingue per non fermarsi!

Ce la ricorderemo tutti, questa primavera di preoccupazione, di paralisi.
Le ansie per la salute nostra e dei nostri cari si sovrappongono ai timori per un’economia incerta e stremata.
In questo clima di isolamento e di distanza sociale, negozi e centri commerciali sono vuoti (o quasi) da ben prima che il governo varasse le ultime – rigidissime e necessarie – misure di contenimento.

#iostoacasa è l’hashtag del momento, e la gente (con qualche rara eccezione) sta dando prova di spirito di sacrificio. Sacrificio va bene, ma clausura non significa espiazione. Insomma, anche se costretta a passare dal letto al divano e dal divano alla poltrona, la gente non ha smesso di spendere.
Anzi! Pare che il COVID-19 si stia rivelando una manna (e una sfida) per le piattaforme online. Gli esperti parlano di una vera e propria esplosione dei consumi digitali (dalla produttività alle chat) con punte, in ambito news e video, anche del +50%. Si assiste anche a un exploit dell’e-commerce che, rispetto allo scorso anno, aumenta anche del 20% a parità di bacino.

 

L’e-commerce, insomma, nell’era del COVID-19 vince le diffidenze e si rivela un alleato prezioso di consumatori e aziende, che altrimenti soffrirebbero ancor più di quanto già non stia avvenendo.
In molti ormai hanno scelto da anni la via delle vendite online a sostegno del retail. Un sito di e-commerce permette infatti di raggiungere una clientela virtualmente senza confini, con potenzialità enormi se solo si riescono a garantire un’adeguata gestione della piattaforma, del magazzino e della logistica.

 

Come fornitori di servizi di traduzione, la localizzazione di siti di e-commerce è un servizio che ci viene richiesto di frequente. Ma perché vale la pena di tradurre un sito? Non basta la versione italiana o al massimo una traduzione automatica in inglese? I prodotti non parlano forse da soli? In fondo ci sono le foto e se un utente è interessato al prodotto si sforzerà di capirne le caratteristiche.

 

Anche no. Prima di tutto, bisogna tener presente che la lingua non è un ostacolo ma una porta aperta verso nuove opportunità. È dimostrato che una traduzione ben fatta (non automatica, per intenderci) riesce ad aumentare il traffico e i tassi di conversione di un sito. Come se non bastasse, il 75% dei consumatori afferma di essere più disposto a completare un acquisto se può farlo nella propria lingua (fonte: Kissmetrics Blog; 5 Easy Steps to Maximize Conversions from Your International Audience). Le schede prodotto, redatte in modo adeguato e ottimizzate per la SEO nelle varie lingue, sono la linfa vitale del commercio online. Impensabile proporre i propri prodotti con testi approssimativi, magari contenenti errori di ortografia o di sintassi.

Altrettanto importante è la traduzione delle recensioni degli utenti. I contenuti user-generated sono ritenuti 12 volte più affidabili dei testi creati dal produttore (fonte: Bazaarvoice, The Connected Economy) e sono una delle armi più potenti in un sito di e-commerce. Tradurli significa lavorare sulla fiducia (customer trust) e guadagnare credibilità, anche presso gli utenti più “lontani” e quindi più difficili da conquistare.

 

Infine, non bisogna dimenticare l’importanza di tradurre le e-mail di assistenza alla clientela, le preziose FAQ e la documentazione di self-help che, oltre a dare un positivo segno di trasparenza (leggere nella propria lingua le politiche relative alla garanzia prodotto, alle spedizioni e ai resi, per esempio, può dare sicurezza a chi sta decidendo se procedere o meno all’acquisto) permettono di ridurre i costi di assistenza fino al 50%!
Insomma, il COVID-19 non è certo la fine del retail (quanto sarà bello, quando tutto sarà finito, uscire a fare shopping…), ma di sicuro ha messo in evidenza tutta l’importanza e la potenza e dell’e-commerce nella nostra economia.

 

Per sfruttarlo al meglio vale la pena di tenere a mente le parole di Willy Brandt, ex Cancelliere tedesco e Premio Nobel per la Pace:

 

“If I’m selling to you, I speak your language. If I’m buying, dann müssen Sie Deutsch sprechen!”
“Se vendo a te, allora parlo la tua lingua. Ma se sono io a comprare… allora sei tu a dover parlare tedesco!”

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L'autore
Elisabetta Maurutto
Laureata in Interpretazione (inglese e russo) presso la SSLMIT di Trieste e fondatrice di Linklab, laboratorio di comunicazione multilingue e interculturale. Ha tradotto numerose opere di divulgazione scientifica per una nota casa editrice e lavora come consulente nel campo della Comunicazione Interculturale per conto del MIB School of Business e presso aziende internazionali. Etiquette Consultant certificata, è membro della IAPO – International Association of Professional Etiquette Consultants, nonché Istruttrice certificata Tracom per il metodo Social Styles & Versatility

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