Articolo scritto da Elisabetta Maurutto

La traduzione finanziaria: non solo numeri!

Nell’ultimo articolo abbiamo parlato di traduzioni giurate.

La traduzione legale è infatti una delle tipologie di servizio più richieste e certamente più complesse, per cui sono richieste competenze linguistiche, terminologiche e concettuali. In altre parole, per tradurre testi legali non basta “conoscere la lingua”.

C’è però un’altra tipologia di testo estremamente delicata, per la quale è fondamentale affidarsi a professionisti di comprovata esperienza.

Mi riferisco alla traduzione finanziaria. La globalizzazione dei mercati ha fatto sì che questo genere di servizio sia sempre più richiesto, e non solo dalle multinazionali! Oggigiorno anche una PMI può importare materiali dalla Cina o dall’India, o magari vendere i propri prodotto in Svezia o negli Stati Uniti… per fare questo avrà bisogno di redigere contratti il cui contenuto dovrà essere comprensibile e chiaro ad ambo le parti.

Oppure immaginiamo che una start-up locale abbia in mente una fusione o l’acquisizione di una società in Romania. Prima di procedere vorrà senz’altro tradurre in italiano tutta la documentazione finanziaria relativa alla società per essere certa di non andare incontro a sorprese.

Questi sono solo due esempi di quali possano essere le esigenze di un’azienda in termini di traduzione finanziaria. Le tipologie di testo possono comprendere contratti, bilanci, visure camerali, polizze assicurative, lettere di credito, garanzie, business e marketing plan, verbali del Consiglio di Amministrazione, documenti bancari, ecc…

Ciascuno di questi documenti richiede le competenze e l’esperienza di traduttori specializzati nel settore.

 

LE SFIDE DELLA TRADUZIONE FINANZIARIA

 

Il dubbio sorge spontaneo: ma se partiamo dal presupposto che la matematica è universale e i documenti finanziari hanno principalmente a che fare con i numeri… allora tradurli dovrebbe essere abbastanza semplice, giusto?

Sbagliato. La traduzione finanziaria è una delle tipologie di traduzione più complesse. Impossibile improvvisare: bisogna avere esperienza e conoscere i concetti e il lessico.

Innanzitutto, le normative che regolano le attività commerciali e la rendicontazione finanziaria non sono le stesse in tutti i paesi. Vero, la Comunità Europea ha introdotto negli ultimi anni un’armonizzazione dei principi contabili con gli IAS/IFRS dello IASB (International Accounting Standard Board), ma sebbene questo abbia messo un po’ di ordine a livello concettuale e terminologico, di fatto ha imposto l’adozione di una terminologia ben specifica che lascia poco spazio al pressapochismo lessicale di qualche tempo fa, quando lo stesso concetto poteva essere espresso in due o tre modi diversi, tutti perfettamente accettabili. Ora chi traduce deve conoscere la corrispondenza esatta fra i termini nelle diverse lingue, senza possibilità di approssimazione.

Se invece si esce dall’UE, i problemi (e i criteri) sono altri. Negli Stati Uniti, ad esempio, vige il sistema dei GAAP (Generally Accepted Accounting Principles). In questo caso le difformità sono concettuali prima che terminologiche, e un bravo traduttore deve saperle riconoscere e interpretare.

A seconda del contesto, inoltre, la stessa parola può avere significati diversi. Prendiamo l’inglese stock, per esempio: può indicare le scorte, oppure le azioni di una società. Quale sia la traduzione corrette dipende chiaramente dal contesto in cui la parola viene usata, e di certo un bravo traduttore non si lascerà ingannare.

COSA DEVE GARANTIRE UN TRADUTTORE CHE SI OCCUPA DI TRADUZIONE FINANZIARIA?

 

  • La coerenza, innanzitutto. La terminologia dev’essere accurata e coerente. Il rischio è di confondere chi legge.
  • L’aggiornamento costante. Normative e concetti sono in costante evoluzione e un traduttore professionista sa che deve tenersi costantemente al passo con le novità.
  • La riservatezza. Nove volte su dieci, i documenti finanziari sono altamente riservati. Per questo motivo vale sempre la pena di assicurarsi che chi se ne occuperà firmi un NdA così da avere le garanzie necessarie.
  • Il rispetto delle scadenze. A volte dalla disponibilità dei documenti può dipendere l’esito di una trattativa, altre volte sono le autorità a imporre delle scadenze inderogabili. Il risultato è, in entrambi i casi, che chi si occupa della traduzione di documenti finanziari deve offrire garanzie di massima affidabilità.

Insomma, la traduzione finanziaria è un affare serio.

Il nostro consiglio, comunque decidiate di procedere e a chiunque decidiate di affidarvi, è questo:

  1. Assicuratevi che chi si occuperà dei vostri testi abbia esperienza nel settore. Non basta essere madrelingua, serve conoscenza della terminologia e dei concetti.
  2. Fate in modo che la traduzione venga rivista da un secondo professionista. Si tratta di testi delicati, e quattro occhi sono meglio di due. Sempre.
  3. Chiedete al traduttore/agenzia se fa uso di CAT tools, ossia di software di traduzione assistita. NON hanno niente a che vedere con la traduzione automatica ma servono a garantire la coerenza terminologica!

Questo, in breve, è ciò che devi tenere a mente se hai bisogno di un servizio di traduzione finanziaria. Se hai bisogno di un chiarimento o di un preventivo gratuito puoi contattarci  allo 040-630212 oppure, se preferisci scriverci, il nostro indirizzo e-mail è info@link-lab.it.

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L'autore
Elisabetta Maurutto
Laureata in Interpretazione (inglese e russo) presso la SSLMIT di Trieste e fondatrice di Linklab, laboratorio di comunicazione multilingue e interculturale. Ha tradotto numerose opere di divulgazione scientifica per una nota casa editrice e lavora come consulente nel campo della Comunicazione Interculturale per conto del MIB School of Business e presso aziende internazionali. Etiquette Consultant certificata, è membro della IAPO – International Association of Professional Etiquette Consultants, nonché Istruttrice certificata Tracom per il metodo Social Styles & Versatility

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